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Mal di schiena: è sempre un problema grave?

6 minuti di lettura

Quando preoccuparsi e cosa fare

Il mal di schiena è uno dei disturbi più comuni nella popolazione e può interessare persone di ogni età. Ma avere dolore nella zona lombare significa necessariamente avere una patologia grave? La risposta è no. Come spiega il Dott. Lucantoni, neurochirurgo, il dolore lombare può avere diverse cause e deve essere interpretato considerando i sintomi, la storia clinica e le condizioni della persona.

Il mal di schiena è sempre un segnale di una patologia grave?

Il mal di schiena, chiamato anche low back pain o lombalgia quando interessa la regione lombare, è un problema molto frequente. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la maggior parte delle persone sperimenta almeno un episodio di dolore lombare nel corso della vita.

Si tratta di un disturbo che può comparire improvvisamente oppure svilupparsi gradualmente, interferendo con attività quotidiane come camminare, stare seduti a lungo, sollevare pesi o dormire.

È importante, però, distinguere tra la presenza di un sintomo e la gravità della sua causa. Avere mal di schiena non significa automaticamente avere un'ernia del disco, una lesione importante o una condizione che richiede un intervento chirurgico.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la lombalgia non è riconducibile a una singola malattia specifica e tende a migliorare con il tempo e con una gestione adeguata.

Quali sono le cause del mal di schiena?

Il dolore lombare può essere legato a numerosi fattori. Non sempre è possibile individuare una sola causa precisa, perché possono contribuire contemporaneamente aspetti fisici, funzionali e psicosociali.

Tra i fattori che possono essere associati al mal di schiena troviamo:

  • Sovraccarichi e sforzi fisici: sollevare un peso, effettuare movimenti insoliti o aumentare bruscamente l'attività fisica può provocare dolore.
  • Sedentarietà: trascorrere molto tempo senza movimento può contribuire a ridurre la capacità di tollerare alcune attività.
  • Ridotta capacità muscolare: forza, resistenza e coordinazione possono influenzare il modo in cui il corpo affronta i carichi quotidiani.
  • Alterazioni della colonna vertebrale: alcune condizioni, come l'ernia del disco o le modificazioni degenerative, possono essere associate al dolore, ma devono essere interpretate nel contesto clinico.
  • Stress e fattori psicologici: tensione, difficoltà nel sonno, ansia e preoccupazione per il dolore possono influenzarne l'intensità e la persistenza.

Questi elementi non sono necessariamente la causa diretta del dolore in ogni persona. Per comprenderne il significato è importante valutare il quadro complessivo, evitando conclusioni basate su un singolo sintomo o su un esame strumentale.

Mal di schiena ed ernia del disco: c'è sempre una correlazione?

Una delle preoccupazioni più frequenti di chi soffre di lombalgia riguarda l'ernia del disco.

I dischi intervertebrali si trovano tra le vertebre e contribuiscono a distribuire i carichi e consentire il movimento della colonna. Un'ernia si verifica quando una parte del materiale discale fuoriesce dalla sua sede abituale e, in alcuni casi, può irritare o comprimere una radice nervosa.

Tuttavia, non tutte le ernie del disco provocano dolore e non tutti gli episodi di mal di schiena sono causati da un'ernia.

Alcune alterazioni della colonna possono essere presenti anche in persone che non avvertono alcun sintomo. Per questo motivo, il risultato di una risonanza magnetica deve essere confrontato con i disturbi riferiti dalla persona e con i risultati della visita medica.

La presenza di un'alterazione radiologica, da sola, non è sufficiente per stabilire quale sia la causa del dolore né per decidere se sia necessario un intervento.

Quando è necessario rivolgersi al medico?

Sebbene la maggior parte degli episodi di lombalgia non sia legata a condizioni gravi, è importante riconoscere i segnali che richiedono una valutazione tempestiva.

È opportuno rivolgersi al medico se il dolore è persistente, peggiora progressivamente, si ripresenta frequentemente oppure si associa a sintomi come dolore irradiato alla gamba, formicolio o riduzione della sensibilità.

È necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso in presenza di segnali d'allarme quali:

  • difficoltà nuova a urinare o perdita del controllo di vescica o intestino;
  • perdita di sensibilità nella zona genitale, perineale o interna delle cosce;
  • debolezza importante o rapidamente progressiva a una o entrambe le gambe;
  • dolore comparso dopo un trauma significativo, soprattutto se sono presenti altri sintomi preoccupanti.

Anche febbre, una storia di tumore, immunodepressione o un dolore associato a condizioni cliniche particolari possono richiedere accertamenti mirati.

Questi sintomi non indicano necessariamente la presenza di una patologia grave, ma devono essere valutati senza ritardi per escludere condizioni che richiedono un trattamento specifico.

Servono sempre radiografia e risonanza magnetica?

Quando compare il mal di schiena, può essere naturale pensare subito a una radiografia o a una risonanza magnetica. In realtà, gli esami diagnostici non sono sempre necessari nelle fasi iniziali.

In assenza di segnali d'allarme o di specifici sospetti clinici, le linee guida generalmente sconsigliano di eseguire esami di imaging in modo automatico per ogni episodio di lombalgia.

Il medico può richiedere approfondimenti quando i sintomi, la visita clinica o l'evoluzione del disturbo lo rendono opportuno, ad esempio in presenza di deficit neurologici, sospetto di patologie specifiche o dolore persistente nonostante una gestione adeguata.

L'obiettivo non è ignorare il dolore, ma scegliere gli accertamenti che possono realmente contribuire alla diagnosi e alle decisioni terapeutiche.

Qual è il ruolo del fisioterapista nel trattamento del mal di schiena?

Quando non sono presenti condizioni che richiedono un trattamento medico urgente o specifico, il percorso di recupero può includere un intervento fisioterapico personalizzato.

Il fisioterapista valuta le limitazioni funzionali, la mobilità, la forza, la tolleranza al movimento e le attività che provocano difficoltà. Sulla base di questa valutazione può proporre un programma che includa esercizio terapeutico, recupero graduale delle attività e strategie per gestire i sintomi.

Nella maggior parte dei casi è utile evitare sia il sovraccarico sia l'immobilità prolungata. Il ritorno al movimento deve essere graduale e adattato alle condizioni individuali.

Quando necessario, il fisioterapista e il medico possono collaborare per definire il percorso più appropriato, soprattutto se il dolore persiste, si accompagna a sintomi neurologici o richiede ulteriori approfondimenti.

In conclusione: il mal di schiena non deve essere sottovalutato, ma nemmeno temuto automaticamente

Il messaggio centrale è semplice: il mal di schiena è un disturbo comune e può dipendere da molti fattori, ma non rappresenta necessariamente il segnale di una patologia grave.

La cosa più importante è valutare il dolore nel suo contesto, riconoscere eventuali segnali d'allarme ed evitare diagnosi affrettate basate esclusivamente sui sintomi o sui risultati degli esami strumentali.

Un confronto con il medico e, quando indicato, con il fisioterapista permette di comprendere meglio il problema e individuare il percorso di gestione più adatto alla singola persona.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica individuale.

 Articolo scritto dal Fisioterapista Dr. Di Pierdomenico Vladimiro - responsabile colonna vertebrale presso k•medical

Bibliografia scientifica e fonti autorevoli

1. World Health Organization (WHO). Low back pain. 2023.

Fonte utile per la frequenza della lombalgia, le forme più comuni e l'impatto sulla salute pubblica.

Leggi la scheda OMS

Organizzazione Mondiale della Sanità

2. World Health Organization. WHO guideline for non-surgical management of chronic primary low back pain in adults in primary and community care settings. Geneva: WHO; 2023.

Linee guida per la gestione non chirurgica della lombalgia cronica, con indicazioni sugli interventi assistenziali e riabilitativi.

Consulta le linee guida

NCBI Bookshelf

3. Hutchins TA, et al. ACR Appropriateness Criteria Low Back Pain: 2021 Update. Journal of the American College of Radiology. 2021;18(11 Suppl):S361-S379.

Sant’Omero, Val Vibrata

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